17 C
Salerno
sabato, 15 Giugno 2024
HomePeopleL'arte della pizza da Napoli al mondo: intervista ad Alessandro Condurro, AD...

L’arte della pizza da Napoli al mondo: intervista ad Alessandro Condurro, AD de L’Antica Pizzeria Da Michele

-di Claudia Izzo

A Salerno, in Piazza Sedile di Portanova, c’è un luogo sacro per i cultori della buona pizza, un vero “tempio”: parliamo dell’Antica Pizzeria Da Michele, nata nel 1870 a Napoli, dove continua a riscuotere il successo di sempre. Qui mi aspetta con il suo sorriso contagioso Alessandro Condurro, dr commercialista, AD de L’Antica Pizzeria da Michele in the world, (MTW), l’azienda che gestisce e porta il brand di Michele in tutto il mondo. Nel 2012 è il padre di Alessandro, il dr Franco a volere l’apertura a Tokyo e da allora è stato un crescendo. Alessandro è ospitale e accogliente è qui per raccontarmi, raccontarsi. Commercialista e imprenditore, ha una storia fatta di sogni e determinazione.

Quante sono precisamente le sedi dell’Antica Pizzeria da Michele aperte nel mondo? 

Sono 43 le sedi dell’Antica Pizzeria Da Michele aperte nel mondo, nel 2012  la prima sede a Tokio dove viene esaltato il concetto della genuinità del prodotto. Da aprile in poi, entro dicembre 2024, è prevista l’apertura di un’altra ventina di sedi, il 10 ottobre a Francoforte, in un outlet vicino Bergamo, entro fine anno a Brescia, probabilmente la seconda ad Amsterdam e la quarta negli Stati Uniti a Love Beach in California.

Qual è il segreto del successo?

Il segreto  del successo  dell’Antica Pizzeria da Michele credo che sia da ricercare nella storia fatta di passione e professionalità. Michele in the world concept è diverso, ha una struttura manageriale, si ragiona in termini di azienda non di “catena”, devi avere competenze che un pizzaiolo non ha, bisogna trovare e  investire in risorse umane molto elevate. Abbiamo cercato e formato direttori marketing, agenti di comunicazione; il segreto come dicevo, sta nel fatto di non ragionare come singola pizzeria ma come azienda. Oggi abbiamo quattro ispettori, quattro tecnici, viste le tante pizzerie. Sono quattro tecnici che girano il mondo, pizzaioli che diventano quadri d’azienda. Molti sbagliano perchè  investono in strutture e non in risorse umane. Nelle nostre pizzerie i dipendenti sono contenti e felici di lavorare con noi.

Dopo anni di esperienza cosa ha imparato?

Ho capito che, oltre alla pizza buona, è necessario che il cliente venga coccolato in sala  con la massima gentilezza.

Tradizione e innovazione, qual è il futuro?

Per il momento stiamo lavorando per presentare il progetto NFT da Michele, acronimo di “Non Fungible Tokens” . Intendiamo fare  il nostro ingresso nel Metaverso creando una pizzeria virtuale in cui si potrà entrare nell’Antica Pizzeria da Michele con il proprio havatar. Siamo una pizzeria nata 153 anni fa assolutamente proiettata nel futuro.

L’innovazione è assolutamente principale. Con umiltà dico  che, se Michele è diventato il brand che è, lo si deve al lavoro di mio nonno e di mio zio che hanno fatto il lavoro grande di creare il tutto, ma adesso è un’azienda proiettata nel futuro. Il nostro compito è stato quello di creare l’azienda vera e propria. Siamo nel mercato del frozen, della grande distribuzione, siamo una multinazionale vera e propria. Sinceramente credo che non esista una pizzeria più moderna.

La tua più grande soddisfazione?

Aver dimostrato ad una generazione che non ci credeva che alla fine abbiamo avuto ragione. Siamo un’azienda familiare quindi agiamo nel pieno rispetto, con tutti i pro e contro, quindi quando qualcuno ha avuto delle idee più innovative non è stato visto di buon occhio. I numeri, alla fine, ci hanno dato ragione…Ho dovuto combattere in prima persona il muro del pregiudizio, oggi abbattuto, e coloro che non ci credevano oggi sono saliti sul carro del vincitore…

Adesso come continua questo sogno imprenditoriale divenuto realtà?

Bisogna investire nelle nuove generazioni.

Ci sono persone a cui devi qualcosa, consigli…?

Certo. I modelli a cui mi sono ispirato sono Franco Manna e Antimo Caputo. Il primo è il  fondatore di Rossopomodoro. Siamo amici da 30 anni, ciò che sto facendo io adesso lui l’ha fatto tempo fa. Il secondo è amministratore delegato dell’azienda familiare Mulino Caputo di San Giovanni a Teduccio. Spesso, alle otto di mattina ci vediamo al suo mulino e parliamo di problematiche davanti a un buon caffè. Mi dà consigli, parliamo di affari e di cose di famiglia, perchè si è creato un rapporto e lo considero un fratello maggiore.

C’è un sogno nel cassetto non ancora realizzato?

Mi riterrò arrivato quando aprirò una sede della pizzeria in un parco Disney, un sogno che mi riporta all’infanzia… 

RELATED ARTICLES

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Advertisment -

LA TUA PUBBLICITÀ SU
CAMPANIALIFE.IT?


INVIA UNA MAIL a
info@campanialife.it

Most Popular

Recent Comments