Facebook Instagram
Registrati
  • News
  • Fashion
  • Gadgets
  • Lifestyle
  • Video
Registrati
Benvenuto!Accedi al tuo account
Password dimenticata?
Recupero della password
Recupera la tua password
Cerca
CampaniaLifeCampaniaLifeCampaniaLife
Registrati
Benvenuto! Accedi al tuo account
Forgot your password? Get help
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
5.7 C
Salerno
martedì, 17 Febbraio 2026
Accedi
Facebook
Instagram
Twitter
Campania Life, Mensile di cultura e territorioCampaniaLifeCampaniaLife
  • Home
  • Cultura
  • Eventi
  • Food Culture
  • Itinerari
  • La foto del mese
  • People
HomeCulturaGrossman a Napoli, "una guerra di pace con le parole"
Cultura

Grossman a Napoli, “una guerra di pace con le parole”

Claudia Izzo
By Claudia Izzo
5 Febbraio 2026
0
15
Condividere
Facebook
Twitter
WhatsApp
Email
Stampa
Telegram
Copy URL

    di Claudia Izzo-

    Dopo aver ricevuto il Premio “Pellegrini di Pace”, promosso dall’Arcidiocesi di Napoli e dall’Arciconfraternita dei Pellegrini presso la Basilica di San Giovanni Maggiore, David Grossman, celebre scrittore israeliano,  è stato protagonista di un incontro al Teatro Sannazzaro, intervistato dallo scrittore Maurizio De Giovanni, Presidente della Fondazione Premio Napoli, organizzatrice della rassegna “Scrittori per l’Europa  e per il Mediterraneo”.

    L’autore israeliano, considerato tra i più grandi scrittori e romanzieri contemporanei , è figlio di immigrati della Galizia e vive vicino a Gerusalemme. Sposato con tre figli, Jonathan, Ruth e Uri, morto nel 2006 durante la guerra in Libano. Tra i tanti libri scritti ricordiamo: “Qualcuno con cui correre”; Ci sono bambini a zig zag; Che tu sia per me il coltello; Vedi alla voce: amore; A un cerbiatto somiglia il mio amore. Il vento giallo è il suo saggio sulla popolazione palestinese nei territori occupati dagli israeliani nella Striscia di gaza e in Cisgiordania.

    Maurizio De Giovanni ha ricordato le parole di Carlo Levi: “Le parole sono pietre usate e per colpire e per costruire”, chiedendo a Grossman quanto ancora possiamo lottare per le parole… “quando scrivo” ha risposto lo scrittore israeliano ” sento il peso di tutte le parole che uso, l’importante è rimanere fedele al significato del linguaggio, ci si deve preoccupare del loro significato. Bisogna dare dignità alle parole anche perchè il lettore lo sente se si è fedeli a ciò che si dice.”

    Sulla scrittura e le nuove generazioni ha aggiunto: ” Tutti gli scritti possono piacere se sono fatti da strati che contengono significati. Ho mostrato la luce a mio figlio Jonathan che ha risposto con meraviglia, capendo che ad un oggetto corrisponde un termine. Io stavo perdendo la capacità di un bimbo di sentire le cose anche senza avere un nome”.

    Parlando di lettura come educazione al pensiero, come parte creativa della scrittura ha affermato:” c‘è una sorta di contatto tra scrittori e lettori. Ho scritto il primo libro a undici anni e parlava di un bambino che scappa da casa per entrare in un circo. Poi ho letto opere di  Shalom,  (pseudonimo dello scrittore e drammaturgo ebreo Shalom Rabinowitz),  in lingua yiddish, uno dei più grandi umoristi ebrei. Le pagine erano indicate con le lettere dei versetti biblici ed io sentivo una febbre energetica, di avventurami in un altro mondo“.

    Per quanto riguarda il linguaggio “siamo tentati di lasciarci andare a questo modo facilone di guardare le cose . Oggi c’è un bisogno esistenziale di decodificare le comunità, capire se siamo in grado di purificare il linguaggio, proteggerlo vuol dire essere consapevoli. Trump, Netanyahu cedono alla tentazione del linguaggio, dei clichè. E’ dovere di tutti purificare il linguaggio difenderlo dalle manipolazioni”.

    Un atto di resistenza dunque, in un mondo svuotato di significato.

    Si è passati ai romanzi, alla nascita dei personaggi alla loro vita che diventa poi indipendente dallo scrittore stesso: “Ho un tale piacere nel creare il personaggio che viene fuori dal nulla. Io mi metto in disparte e lo guardo trasformarsi come se dovesse imparare da solo ad essere coraggioso. Si ribellerà anche allo scrittore, quella è la magia.  Quando scrivo cerco di partire da una situazione dove tutto può succedere . Scrivere è creatività, voglio che sia qualcosa di nuovo..”

    Parlando della situazione israelo-palestinese, Grossman ha espresso la necessità di creare nuove strade: “Sono state fatte cose terribili. Se il 7 ottobre Netanyau fosse andato dai leader palestinesi sarebbe potuta avere un’altra direzione, una nuova storia, invece di togliere ai bambini il futuro, serve qualcosa di nuovo, una nuova realtà, una nuova narrativa, una città che vive in pace con tutti i suoi dolori.” 

    Alla domanda di De Giovanni su come si fa a vivere la connessione e la disconnessione di essere israeliano in modo così forte, risponde:” Cerco di essere obiettivo. A loro piacciono i miei libri ma odiano la mia politica…” 

    “La guerra di pace che Lei conduce deve essere la nostra”, ha concluso De Giovanni, che ha paragonato Grossman a Ulisse che  porta ad una identità che non compromette, “dobbiamo imparare da lei e dobbiamo portare in giro la sua bandiera.”

    Combattiamo, allora, tutti una guerra di pace con le parole. Sarà difficile, ma è necessario.

     
    • Tags
    • "Qualcuno con cui correre"; Ci sono bambini a zig zag; Che tu sia per me il coltello; Vedi alla voce: amore; A un cerbiatto somiglia il mio amore. Il vento giallo
    • Fondazione Premio napoli
    • Grossman
    • Israele
    • linguaggio
    • Pace
    • palestina
    • parole
    • Shalom Rabinowitz
    Condividere
    Facebook
    Twitter
    WhatsApp
    Email
    Stampa
    Telegram
    Copy URL
      Articolo precedente
      ContemporaneaMENTE: a Cellole l’arte si esprime in una visione-evento
      Articolo successivo
      I Virtuosi di Sansevero, sette concerti tra musica e arte
      Claudia Izzo
      Claudia Izzohttps://www.campanialife.it
      RELATED ARTICLES
      Cultura

      Quando l’arte contemporanea sfocia in periferia

      4 Febbraio 2026
      Cultura

      Premio Morante, con Dacia Maraini, anteprima della 40esima edizione

      1 Dicembre 2025
      Cultura

      Campania Libri Festival, nel segno del “quattro”

      7 Ottobre 2025
      - Advertisment -

      LA TUA PUBBLICITÀ SU
      CAMPANIALIFE.IT?


      INVIA UNA MAIL a
      info@campanialife.it

      Most Popular

      I luoghi del cuore, il Teatro Sannazaro oggi in fiamme

      17 Febbraio 2026

      Anacapri alla BIT: cultura e qualità dell’esperienza

      16 Febbraio 2026

      Montemiletto e Totila

      9 Febbraio 2026

      I Virtuosi di Sansevero, sette concerti tra musica e arte

      7 Febbraio 2026
      Carica altri

      Recent Comments

      CampaniaLifeCampaniaLifeCampaniaLife

      CHI SIAMO

      Campania Life, Mensile di cultura e territorio

      Contattaci: info@campanialife.it