di Sergio Del Vecchio-
Alla guida dell’ Augustissima Disciplina della Santa Croce Confraternita, tra le più antiche e prestigiose di Napoli, situata nel cuore del quartiere Forcella, si è insediata ufficialmente nel ruolo di Priore, l’imprenditrice Stefania Brancaccio.
L’ istituzione laica, le cui radici affondano nel XIII secolo, baluardo di spiritualità e assistenza, ha annoverato tra i suoi confratelli Papa leone XIII, padre dell’Enciclica “Rerum Novarum”.Fondata dalla nobiltà napoletana con il preciso intento di “restituire” alla città parte dei privilegi ricevuti, la Confraternita si pone a sostegno di progetti educativi tendenti alla valorizzazione del patrimonio storico culturale di Forcella come riscatto sociale.
L’Augustissima Disciplina della Santa Croce si propone, dunque, come punto di raccordo tra la memoria storica della nobiltà di spirito napoletana e le necessità impellenti di un territorio che chiede dignità, lavoro e bellezza.
Per Stefania Brancaccio, ai vertici di numerose istituzioni laiche ed associative, l’etica nel lavoro, la pietas non come rito ma come azione concreta, la partecipazione attiva nellavita cittadina, la cultura come strumento di coesione sociale nello sviluppo delle potenzialità del Mezzogiorno e la responsabilità sociale d’impresa sono punti salienti della sua carriera. Alla base del suo programma vi è la trasformazione di Forcella in un laboratorio di comunità, attraverso la collaborazione con associazioni, commercianti del quartiere e cooperative sociali.
“Ognuno nel proprio ruolo e con le proprie possibilità, vorremmo cantare una canzone d’amore per Napoli,” dichiara Stefania Brancaccio. “La sfida è non trasformare la nostra storia in un museo, ma farne un motore di futuro. Forcella non è solo cronaca nera, è un’energia umana straordinaria che attende solo di essere coinvolta. Nel cuore di Forcella, assumere il ruolo di Priore della Augustissima Disciplina della Santa Croce significa raccogliere un’eredità di quasi quattro secoli e provare a darle ancora un senso nel mondo contemporaneo. La nostra nasce come un’idea profondamente civile: comprendere che ogni privilegio perde valore se non genera attenzione verso gli altri. Oggi il bisogno di comunità è più urgente che mai. Napoli è una città meravigliosa, ma spesso chiusa dentro confini invisibili che separano le opportunità dalla rassegnazione. Essere Priore oggi significa allora custodire una storia antica senza imbalsamarla, credendo che la solidarietà non sia una parola fuori moda e che anche un’antica confraternita possa accendere percorsi virtuosi, offrendo ai giovani spazi autentici di responsabilità e ascolto.”






