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sabato, 15 Giugno 2024
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Da editore a scrittore: Francesco D’Amato e la sua “Nunziatella”

Dopo la Reggia di Napoli è stato presentato, presso la Pinacoteca Provinciale di Salerno, il libro “Nunziatella” di Francesco Paolo D’Amato, (Colonnese Editore), nell’ambito della rassegna culturale Storie in Provincia, promossa dalla Provincia di Salerno nella persona del Consigliere Provinciale con delega al Turismo e promozione, Pasquale Sorrentino, con il partenariato  delle Associazioni Principessa Sichelgaita, Hortus Magnus, Assostampa Salerno, 50 & piú, Contaminazioni.

Dopo la visita guidata alla Pinacoteca a cura di Lucio Afeltra, la professoressa Clotilde Baccari Cioffi ha sottolineato la bellezza dell’esordio letterario di D’Amato che da editore è diventato scrittore, dopo “una vita a far libri, pubblicarli, leggerli, raccoglierli, venderli e stamparli” come egli stesso ha scritto di sè.

Con il reading di Clara Mattia Cuoco e Andrea Avagliano, le musiche del maestro Michele cantarella  la presentazione a cura di Claudia Izzo, direttrice di campanialife, la storia narrata ha condotto il pubblico su un doppio binario temporale. Da un lato una  scatola dei ricordi  da cui riemergono foto, lettere, medaglie, ritagli di giornale ingialliti che ritessono la trama della vita di un padre, Bartolomeo Pinto, ufficiale medico, figlio del barone Ferdinando, una vita tra l’infanzia a Sant’Egidio del Monte Albino e  la Napoli della Nunziatella a Pizzofalcone e il matrimonio con la dolce fioraia Nunziatella.

Sull’altro binario, Andrea, formatosi anch’egli, come il padre, alla Nunziatella che ritrova se stesso e pezzi mancanti della sua vita nel borgo natìo. Sullo sfondo la vecchia casa di famiglia tra la bellezza del mare e i limoneti, tra donne ” cresciute ad acqua salata e fette di limone”,  Zora, quel luogo non luogo dove tutto riprende vita ed intorno la festa in onore di Sant’Erasmo a Corbara, la festa della Madonna delle Galline, tradizioni, profumi e sapori come i  pomodorini di Corbara, la brocca di vino di Gragnano con le percoche, gli spaghetti alle vongole fujute, il provolone di Agerola.

Nel testo vi è un nome che ritorna dalla duplice valenza: Nunziatella è la madre del protagonista, Nunziatella è la scuola militare nata nel 1787 per iniziativa di Re Ferdinando IV di Borbone che domina la città dalla collina di Pizzofalcone, frequentata dal protagonista e da suo padre. Ma, soprattutto, la Scuola Militare Nunziatella è  la scuola  ed il mondo che è nel cuore del nostro autore,.

Sullo sfondo tanti luoghi: Sant’Egidio del Monte Albino, Napoli, la guerra del 1915, quel mondo fatto di ufficiali medici, i luoghi del cuore, il terrazzo assolato dove “il bucato è disteso sui fili di ferro  dove per le terrazze delle case i bambini si rincorrono di nuovo nascondendosi tra le lenzuola di cotone che odoravano di lavanda…”, la Festa di Sant’Ersamo a Corbara e quella della Madonna delle Galline a Pagani, Nocera con il quartiere del Vescovado con la Cattedrale di San Prisco. Tra i luighi Zora, il nome dato al borgo della Costiera Amalfitana dove il protagonista ritorna e Zora è anche lo spazio culturale che D’Amato ha creato a Scafati nel 2022, progetto editoriale itinerante.

Tante le musiche che si celano tra le parole del romanzo, che fanno da colonna sonora agli eventi narrati,  da “Tu si na cosa grande” di Domenico Modugno a “Solo per te” dei Negramaro, passando per i Pink Floyd ed “Another brick in the wall” e “Danubio blu” di Strauss…

Il libro, dedicato da Amato a se stesso, “all’ex allievo che non fui, eterno cappellone” tra il profumo della Rosa Juliet si snoda sulle note di brani ever green, nel tripudio di “quella vita  che un giorno di tanti anni fa aveva abbandonato questo luogo, traslocando il suo cuore in un altrove celeste, aveva mantenuto la sua promessa. Era finalmente tornata”

 

 

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