di Gaetanina Longobardi-
Vado a Roccarainola: un comune in provincia di Napoli, a 30 km. dal capoluogo, che si trova alle falde meridionali del monte Maio, nella catena del Partenio. Fu feudo dei Mastrilli, duchi di Marigliano e conserva di notevole le rovine di un castello longobardo e di un palazzo baronale del Rinascimento.
Visito Roccarainola e rifletto sull’origine romana del nome. Trovo la Parrocchiale con dipinti di Angelo Mozzillo e la chiesa della Concezione decorata da Onofrio Palumbo.
Guardo in alto e sorrido della visione del Castello costruito nel secolo XIII, che tra i vari feudatari ebbe i Fuscaldo, i Tomacelli e in ultimo i Mastrilli.
Cerco la torre chiamata Castelluccia, e il Palazzo Baronale rinascimentale.
Il Palazzo Baronale è ubicato poco lontano dal Castello di Roccarainola, fu costruito verso la fine del Quattrocento (poi ultimato agli inizi del Cinquecento), ad opera di Cola d’Alagno, figlio del feudatario Ugo d’Alagno. Dapprima formato da un fabbricato composto da un paio di stanze molto semplici, col tempo divenne un ambiente assai confortevole atto ad ospitare i servi e gli uomini d’arme.
Alla fine del Cinquecento, castello e palazzo furono però completamente abbandonati e i vicerè spagnoli non si diedero pensiero di essi. Sgombrati di quanto più prezioso e utile potessero contenere, le strutture divennero preda di saccheggiatori, truppe di invasione bellica e di eventi naturali. Solo a partire dal Novecento si diede inizio ad una serie di restauri del Palazzo Baronale, che nel 2009, è stato completamento adibito a Museo Civico, intitolato allo scrittore e storico Luigi D’Avanzo.
Poi aspetto. Sento la musica del corteo aragonese del XV secolo con una sensazione di calore tra le mani. Prendo un cratere di vino, ma non bevo neanche una goccia. La storia mi scorre davanti mentre con le dita mi tocco la bocca accaldata. Emozionarsi quando appare. È una donna che osserva ogni cosa, dalla massa di capelli lucenti sfugge qualche ciocca ribelle. Mi sorride a Roccarainola. È Lucrezia D’Alagno.

Il corteo rappresenta la storia d’amore tra re Alfonso I D’Aragona e Lucrezia D’Alagno. La rievocazione storica denominata “La damigella del Re” si svolge d’estate.
Gli occhi di Lucrezia attraversano i ricordi, forse ridono delle raccomandazioni incomprese della nutrice. Senza dubbio, non ci sono fastidi nella sua vita. C’è un amore in una passione mista a desiderio. L’amore di re Alfonso I D’Aragona, all’epoca uno degli uomini più potenti d’Europa. Si incontrano nel 1448, il sovrano ha 54 anni, Lucrezia soltanto 18. Il sovrano è sposato con Maria di Castiglia, ma la regina vive lontano, tra la Castiglia e la Catalogna e non si vedono da anni.
Il corteo si ferma e osservo meglio la damigella del re. C’è consapevolezza nello splendido sguardo, ma anche la sofferenza che costringe a reagire. Il tentativo di annullare il matrimonio non è riuscito. Alfonso ha mandato Lucrezia dal Papa Callisto III, che non accoglie la richiesta di Alfonso e Lucrezia.
Un vento caldo muove il vestito di Lucrezia ed entrambe ritorniamo alla realtà. Insieme inseguiamo le voci della storia e non rallentiamo. C’è armonia a Roccarainola e io prendo il tempo necessario per tornare a casa.
Guardo un’ultima volta il Castello che risplende nel sole di luglio, un riflesso dell’umore ardente della storia che mi fa cenno di tornare.
Chiesa di Santa Lucia dalla Collina – Roccarainola (NA).Autore sconosciuto. Pubblico dominio
