Telese Terme e lo studio delle fonti storiche

di Gaetanina Longobardi –

Telese Terme è una cittadina del Sannio, posta al centro della valle Telesina. Mi piace la scelta che il paese in provincia di Benevento compie nel 1992: dopo un referendum, il comune cambia denominazione da Telese a Telese Terme.

Andare a Telese vuol dire beneficiare delle sorgenti di acque sulfuree e io sono pronta: spogliarsi in tutta fretta per farsi avvolgere dalla sensazione del freddo terapeutico. A occhi chiusi, il corpo gode l’acqua delle piscine, il cuore che si rilassa. Non ho voglia di allontanarmi da qui, mi basta sapere che questo luogo sia reale. Ma Telese Terme è anche un luogo di una storia preziosa e io ci sono dentro…

Perché a margine della vasta pianura dove sorge Telese, si trovano i resti dell’antica Telesia: il paese è ricco di ruderi di costruzioni e strade fra cui quelli di importanti mura in opus reticulatum con quattro porte e torri ad una certa distanza. Fuori le mura si possono ammirare gli avanzi di un circo e di un anfiteatro della romana Telesia, ricordata sin dal 217 avanti Cristo quando fu presa da Annibale. Riconquistata da Fabio Massimo, ebbe un periodo di decadenza; si riprese sotto il secondo triumvirato.

Durante le invasioni dei barbari fu presa dai goti e poi divenne gastaldato longobardo. Nell’847 i saraceni ne fecero scempio e mentre stava riprendendosi un terremoto ne completò la distruzione. Ricostruita da capo, Telese subì ancora il saccheggio dei saraceni e nel 1193 quello di re Tancredi che la incendiò completamente: come dominio regio risorse ancora, ma il terremoto del 1349 la distrusse di nuovo. Fu sede di diocesi sin dalla seconda metà del secolo V e il suo vescovo Agnello fu nel 487 tra i sottoscrittori del Sinodo Romano.

Quando studi il Medioevo, occorre una certa razionalità di esposizione: dichiarare sempre le fonti o le opinioni di storiografi ai quali ci si appoggia. L’interesse di una fonte, nell’infinità varietà, è in funzione del problema storico che interessa lo studioso.

Continuo a essere svestita nell’acqua, ma una parte dei pensieri sulla valutazione delle fonti diventa integrante del liquido che fa bene alla mia pelle. Alzo la mano e comincio a contare sulle dita: ci sono testi che nascono con l’intenzione di trasmettere notizie ai posteri, come le cronache. E ci sono prodotti dell’attività umana creati con una mera funzione pratica, come le scritture contrattuali dei notai o i reperti archeologici.

Molto interessante è l’abbazia benedettina del Salvatore del X secolo, che ebbe nel secolo XII come abate quell’Alessandro da Telese che scrisse dietro invito della contessa Matilde, sorella di Ruggiero II il Normanno e consorte del conte Rainulfo, la storia delle gesta del re dal 1127 al 1135 intitolata De regibus gestis Rogerii Siciliae. In un alloquium o promessa indirizzata al re, egli auspicava di essere ricompensato del suo lavoro ricordando che anche Augusto, al quale Virgilio aveva dedicato dei versi, aveva donato al poeta dei terreni!

​L’abbazia nel secolo XVI fu soppressa ed il piccolo gruppo di abitanti che la circondavano costituì la frazione di San Salvatore Telesino.

​Telese fu patria di Ponzio Telesino che ribellatosi a Roma, fu fatto prigioniero e trucidato nel Campo Marzio con 400 dei suoi sanniti e di Lucio Telesino, console romano con Svetonio Paolino nel 66 d.C., ricordato anche negli Annali di Tacito.

​Degno di interesse è l’Antiquarium dell’antica Telesia. Nella bella chiesa Parrocchiale si ammira il cinquecentesco Sepolcro di Vincenzo Monsorio, che fu il secondo feudatario del paese e sull’altare maggiore una superba Trasfigurazione di un discepolo di Luca Giordano.

Telese Terme fa bene e ogni tanto è bello dedicarsi a se stessi. Quando trascorri il tempo in archivio, a volte, dimentichi che esiste una geografia d’insieme preziosa, una durata che è racchiusa in ogni fonte che si analizza. Come un piatto di ceramica del VI secolo avanti Cristo realizzato in un tempo breve e, in posizione antitetica, a un paesaggio risultato da un sisma del 1349 che dà origine alle sorgenti di acqua sulfurea note per le loro proprietà curative.

Persino gli archivi, le biblioteche, i musei che sono considerate usualmente come dei meri contenitori di fonti, sono fonti in se stessi. Prendo un bicchiere e bevo da una delle fontanelle del paese. Una fonte diversa da quelle che si trovano negli archivi. Acqua per celebrare la grandezza di Telese Terme.

 

 

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