di Claudia Izzo-
E’ primavera e la Campania si fa più bella, come una donna appena sveglia che si affaccia a guardare il mare.
In questo periodo, è la fioritura della mela annurca nel nostro territorio ad essere il preludio della stagione del risveglio della natura e della produzione della “regina delle mele”. Cinque petali bianchi e rosa vengono baciati da questo clima che inizia a farsi più mite in attesa della bella stagione tra Napoli, Benevento, Caserta, la Valle dell’Irno e l’area dei Picentini. E’ Plinio a chiamare questo pomo “Mala Orcula” per la sua diffusione a Pozzuoli dove è presente il Lago Averno, sede degli Inferi.
Tra cielo, mare e terra si organizzano eventi, mostre. Le strutture recettive iniziano a respirare di nuovo.
E’ il sole che rende dolce questo clima che bacia le nostre coste tanto care agli antichi Romani che le definirono “Felix” per la straordinaria fertilità, bellezza, ricchezza agricola specialmente tra Capua e Napoli per la terra vulcanica, così fertile che permetteva fino a quattro raccolti l’anno. Qui il clima è talmente mite che questa terra fu definita “terra d’incanto”.
E’ in questo periodo primaverile che sentiamo il desiderio di riscoprire questa nostra Campania, abitata già agli inizi del I millennio a.C. dagli Osci, cui seguirono i Sunniti di stirpe italica, per poi ospitare insediamenti della popolazione della civiltà greca da cui ebbero origine le colonie magnogreche di Pithecusa Cuma, Parthenope, Neapolis e Poseidonia. Poi fu il tempo dell’influenza di Roma, poi quella longobarda, bizantina, normanna a cui fecero seguito le dinastie angioine, aragonesi, asburgiche, borboniche.
Immaginiamo tutte queste genti a godere di questi luoghi, di queste acque. Immaginiamo il loro sguardo ricordando gli artisti, tra cui quelli tedeschi, attratti dai paesaggi, colori, antichità classiche tra cui ricordiamo il paesaggista Oswald Achenbach che ha contribuito a creare un’immagine romantica della regione con i suoi tramonti della Costiera e di Napoli; il pittore e scultore Karl Wihelm Diefenbach , Werneder Gilles che ha catturato con i suoi acquerelli la luce di Ischia; August Kopisch che ha “riscoperto” la Grotta Azzurra di Capri; Angelika Kauffmann con i suoi ritratti dei viaggiatori del Grand Tour.
In questo periodo, vi invito a recarvi a Paestum e osservare il cielo. La sua luce infinita è un dono del Signore a questa terra incantata.






