-di Maria Gabriella Alfano –
Al Salone Internazionale del Libro di Torino, svoltasi da 14 al 18 maggio, il libro non è soltanto un oggetto da sfogliare: diventa occasione di incontri, di esperienze collettive e di confronto. Negli spazi del Lingotto, dove un tempo scorrevano le linee di produzione della Fiat, oggi si muovono migliaia di lettori, editori, studenti e operatori culturali provenienti da tutta Italia e dall’estero.
L’edizione 2026 si presenta con numeri imponenti: oltre 147 mila metri quadrati espositivi, più di 1.200 case editrici, circa 2.700 eventi al Lingotto e centinaia di appuntamenti diffusi sul territorio con il Salone Off.
Tra i padiglioni affollati fin dalle prime ore del mattino, il colpo d’occhio è quello delle grandi occasioni: la celebre “Torre dei Libri”, simbolo del Salone, le sale dedicate ai talk e alle presentazioni sempre gremiti, gli spazi riservati ai piccoli e medi editori indipendenti, l’oasi verde allestita da Aboca, che ricrea l’atmosfera del bosco e invita i visitatori a rallentare il ritmo della visita.
E poi il grande padiglione Oval, realizzato per le Olimpiadi invernali del 2006 e oggi vetrina dei grandi gruppi editoriali, dei media e delle istituzioni. È qui che si concentra una parte significativa della presenza culturale delle Regioni italiane tra cui lo spazio della Campania, organizzato da Fondazione Campania dei Festival, in cui hanno esposto 41 editori.
La Regione ha messo in vetrina i propri progetti tra cui l’innovativo portale interattivo” Ecosistema digitale per la cultura”, dedicato al territorio e pensato come strumento di promozione e connessione tra eventi, patrimonio e beni culturali.
Lo spazio incontri dello stand ha ospitato circa cinquanta talk che hanno visto confrontarsi scrittori, editori ed esponenti delle istituzioni. A molti di essi ha partecipato Onofrio Cutaia, neo Assessore alla Cultura della Regione Campania in un’atmosfera di dialogo e collaborazione con il Comune di Napoli e gli altri Enti sui temi della promozione culturale e delle politiche per il libro.
Soddisfatta la Direttrice Generale per le Politiche culturali e il Turismo della Regione Campania, dott.ssa Rosanna Romano, per il successo della Campania in uno degli appuntamenti editoriali più prestigiosi d’Europa, capace di offrire visibilità alle realtà indipendenti e di creare reti tra istituzioni, editori e operatori culturali.
L’edizione 2026 si è chiusa con il record storico di 245.000 visitatori, superando le 231.000 presenze dello scorso anno.
Particolarmente interessante la presenza dei giovani: studenti, gruppi scolastici, universitari e tantissimi ragazzi hanno affollato gli stand dedicati al fumetto, al fantasy, al manga e ai creator del web. Lunghe file si sono formate per i firmacopie di illustratori, autori di graphic novel e personaggi molto seguiti sui social, segno di come il libro oggi sappia dialogare con linguaggi sempre nuovi senza perdere la propria centralità culturale.
Il Salone del Libro si conferma così non soltanto una grande fiera editoriale, ma un vero laboratorio contemporaneo della cultura italiana: un luogo in cui convivono letteratura, fumetto, editoria indipendente, innovazione digitale e partecipazione giovanile. E forse è proprio questa la sua forza più autentica: riuscire a trasformare la lettura in un’esperienza collettiva, viva e popolare.






